Eclipse: guida all'installazione

Se lavorate con Java da qualche tempo è probabile che sul vostro cammino abbiate incontrato il mitico Eclipse.

Dopo tanti anni di gloriosa attività, questo storico IDE open source rimane, ancora oggi, uno dei più diffusi tra gli sviluppatori Java.

Ne abbiamo già parlato qualche tempo fa, mettendolo a confronto con il rivale IntelliJ IDEA: tra i punti di forza di Eclipse ci sono il fatto di essere un prodotto gratuito e la sua architettura modulare, che permette un’estrema personalizzazione ed estensione delle funzionalità di base.

In questo post vediamo come installare e configurare Eclipse per essere rapidamente operativi. Userò l’ultima versione ad oggi disponibile, ovvero la 4.7 (a.k.a. Oxigen), ad ogni modo le operazioni descritte dovrebbero funzionare anche per le versioni più stagionate.

Cominciamo…

La prima cosa da fare, naturalmente, è procurarci un pacchetto d’installazione.

Sul sito del progetto Eclipse troviamo diverse opzioni tra cui scegliere. Quelle dedicate a Java sono due: Eclipse IDE for Java Developers e Eclipse IDE for Java EE Developers.

Eclipse download

La prima è la versione più “scarna”, che include gli strumenti essenziali per sviluppare semplici applicazioni Java, basate su Java SE.

Per chi si rivolge all’ambito enterprise è invece più indicato il pacchetto “grosso”: Eclipse IDE for Java EE Developers. Questo package include infatti tutto ciò che serve a sviluppare web application e, in generale, applicazioni enterprise basate sulle specifiche Java EE.

Personalmente vi consiglio di scegliere il secondo pacchetto, così da avere fin da subito un ambiente di sviluppo completo di tutti gli strumenti necessari.

Prima di effettuare il download però c’è un’altra importante scelta da fare…

Eclipse Installer o installazione classica?

Fin dalle prime versioni, Eclipse viene distribuito sotto forma di pacchetto (quasi) standalone: un archivio zip o tar.gz scompattabile dove preferite e che contiene l’applicazione già bella e funzionante (necessita solamente di un JDK installato sulla vostra macchina).

A partire dalla versione Neon (4.6), l’IDE può essere installato anche tramite un’utile tool chiamato Eclipse Installer.

Eclipse Installer non fa altro che introdurre la classica procedura a wizard, familiare soprattutto a chi lavora in ambiente Windows.

Quale scegliere tra le due modalità d’installazione?

Ho avuto modo di utilizzare entrambi gli approcci all’installazione di Eclipse e personalmente non ho trovato differenze sostanziali tra i due…

Si tratta più che altro di una questione di gusti. Io, per esempio, per le ultime installazioni ho preferito utilizzare l’installer.

Sicuramente l’approccio a step implementato da Eclipse Installer può risultare più intuitivo per alcuni; inoltre il pacchetto prevede anche un’utilità per l’aggiornamento dell’ambiente installato.

Installazione classica

La procedura d’installazione classica è piuttosto banale.

Una volta scelto il pacchetto più adatto alle vostre esigenze e al vostro sistema operativo, scaricate l’archivio e scompattatelo dove preferite (la directory C: di Windows o /opt di Ubuntu sono scelte piuttosto comuni).

Lo zip (o il o tar.gz) contiene una cartella con l’applicativo standalone, che non richiede una vera e propria installazione.

Una volta estratto il contenuto dell’archivio siete dunque già pronti a lavorare.

Usare Eclipse Installer

Questa opzione prevede il download di un pacchetto “generico”, notevolmente più leggero di quelli classici.

Eclipse Installer

La scelta della versione di Eclipse desiderata e il download dei relativi file avvengono durante la fase di setup, una volta lanciato il pacchetto.

Piccola nota Se lavorate in ambiente Windows assicuratevi di lanciare Eclipse Installer con i privilegi di amministratore. In caso contrario alcuni componenti dell’IDE potrebbero essere installati in modo non corretto.

Primo avvio

Ora che abbiamo installato Eclipse sul nostro computer, non ci rimane che lanciarlo.

Se avete utilizzato Eclipse Installer avrete un comodo link nel menù delle applicazioni (ed eventualmente sul Desktop/Scrivania).

Se invece avete utilizzato la procedura classica troverete l’eseguibile nella cartella principale dell’applicazione. Su Windows fate doppio click su eclipse.exe, sui sistemi UNIX-like dovrete invece lanciare lo script eclipse.sh.

Al primo avvio Eclipse vi chiederà d’impostare una directory da utilizzare come workspace. In questa cartella verranno conservate tutte le configurazioni relative all’ambiente di sviluppo e le directory dei singoli progetti creati. Se necessario, è possibile creare diversi workspace con differenti impostazioni di lavoro.

Eclipse workspace

Per il momento ci basta creare una sola cartella di lavoro. Scegliete nuovamente una directory di fiducia e, se desiderate utilizzare questo workspace come spazio di lavoro predefinito, spuntate l’opzione: “Use this as the default and do not ask again”.

Dopo una splash di caricamento, finalmente Eclipse apparirà in tutto il suo splendore.

Chiudete pure la tab di benvenuto e… Siamo pronti a lavorare! :-)

In conclusione

In questo tutorial abbiamo visto come installare Eclipse IDE sulla nostra macchina di sviluppo.

L’installazione di base include già tutti i componenti essenziali per cominciare a lavorare.

Se però sentiste l’esigenza di ampliare le capacità del vostro ambiente di sviluppo esiste uno sterminato archivio di utili plug-in da “agganciare” all’IDE. Ma di questo parleremo meglio un’altra volta… ;-)

Per il momento è tutto.

Alla prossima,

David